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Nato nel 1953, laureato in filosofia e specializzato in
psicoterapie autogene e brevi, esordi come autore con La Massoneria ieri e oggi
(De Vecchi, Milano 1977), edito anche in Russia dalla casa moscovita Progress (Mosca
1990). Il mondo simbolico è stato, con il sacro, la musica e
la giustizia sociale, al centro delle sue ricerche.
In tema, ha
realizzato tra l'altro la Nuova Enciclopedia Massonica (tre
voll., Centro Studi Albert Schweitzer, Reggio E. 1989-1995; 2ª ed.: Bastogi, Foggia
1997), a cui Il Sole 24 Ore dedicò la prima pagina dell’inserto
culturale domenicale. Ha curato voci per il Grande Dizionario Enciclopedico
UTET (4ª ed., Torino 1985) – poi passate a L’Enciclopedia
del quotidiano la Repubblica (Roma 2003) – e tre dei Contributi
alla storia dell’Orientalismo, per il dipartimento di
Glottologia dell'Università di Bologna (CLUEB, Bologna 1985).
Impegnato da decenni nella ricerca religiosa, ne
diede una prima testimonianza nel volume La celeste
dottrina noachita (Centro Studi Albert Schweitzer, Reggio E.
1994), in cui esplora i possibili raccordi tra zoroastrismo, gnosi
ebraica ed "eresie" cristiane, recuperando altresì
gli apporti spirituali
di comunità e personalità dimenticate o trascurate (da Mani ai giurisdavidici
dell'Amiata, dai
Quaccheri a Mazzini). Di recente (2010) è uscito per le Bastogi il
suo testo Il mazdeismo universale. Una chiave esoterica alla
dottrina di Zarathushtra, in forma di intervista condotta da
A.C. Ambesi. Si tratta di una lettura eclettica dell'antica fede
iranica, già anticipata nel pamphlet Universal Mazdeism. An
Outline (Ohrmazd Mandal, s.l., ma Reggio E., 2009) ispirato dal
navjote - l'investitura zoroastriana - che
l'autore ricevette con immensa gioia nell'ottobre del 2003.

In ambito narrativo ha scritto
Diario californiano (Bastogi, Foggia 1981) e Torbida dea (Bastogi,
Foggia 2007). Il primo è il ritratto espressionista di
un'America insolita, quella delle strade e dei circoli di Berkeley, delle fedi
sconosciute, dei gruppi socialmente
orientati, ecc., alla fine degli anni '70; Torbida dea
è invece un monologo psicologico notturno, a metà tra il
memoriale e il racconto lungo, sull'amore, le sue vette, le sue
deturpazioni, la fedeltà, la menzogna, il paradosso e altro: un
testo che si oppone alla ignobiltà corrente in tema di
sessualità e rapporti interpersonali.

Si è
occupato di storia di cabaret, scrivendo I mitici Gufi (Edishow,
Reggio Emilia. 2001) e collaborando alla realizzazione dello special di RAISAT Gufologia,
realizzato nel dicembre 2002.

Autore di canzoni e di pop suites (da qualche tempo, anche di
musica “colta”), ha inciso con la collaborazione di Andrea Ascolini:
il cd Allucinazioni amorose (meno due), di cui Giorgio Conte
ha scritto in termini fortemente elogiativi; un secondo cd, in
forma di trittico, al quale ha contribuito con Masonic Ritual Rhapsody,
in cui esplora la dimensione simbolica e sinestetica dell'atto
musicale; infine il più recente Gesbitando, nel quale - in
collaudata sinergia con Ascolini, che ha firmato le sigle d'apertura
e di chiusura nonché le "intro" ai brani - si cimenta con il beat
storico, il vaudeville e persino il genere manouche,
sia pur sempre sul fondamento della canzone d'autore.
Tutti i cd sono usciti con l’etichetta Bastogi Music Italia
(v. link).


Ha collaborato con Ludovico Parenti, per
le musiche, alla pièce teatrale Scheletro d'amore
(1982), interpretata dall'attore e regista Ivo Guerra. Presso
l'Istituto "Jodi" (Reggio E.), dove insegna psicologia, ha
avviato dal 2001 un laboratorio di attività musicali ed espressive
rivolto agli alunni diversamente abili, poi coordinato dalla
violinista Angela Paduraru. |